Roberto Mainoldi è nato il 19 aprile 1959 a Marmirolo, in provincia di Mantova

 

Inizia a dipingere prestissimo, mostrando da subito una spiccata sensibilità ed un precoce talento.

Nel settembre del 1982 consegue il diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze.

Dal settembre '84 a gennaio 2006 lavora a Milano presso diverse società di pubblicità e grafica realizzando progetti grafici, pubblicitari, editoriali, di packaging e design. Durante questo periodo saltuariamente realizza ritratti e trompe l'oeil per committenti privati.

Nel settembre 2004 consegue il diploma di naturopata presso la Scuola Italiana di Medicina Olistica di Milano.

Nel 2007 riprende l'attività di pittore.

Nel Maggio / Giugno 2009 espone alla prima personale "Ritorno alla Origini" presso lo Spazio Feltrinelli di Mantova.

Dal  2010 si traferisce in Francia dove in Dicembre espone in occasione della manifestazione NoelZen al MuseéAv di Nizza.

Dal 2016 ritorna in Italia.

Nel Maggio / Giugno 2018 espone la personale "Naturali Astrazioni" alla Galleria Sartori di Mantova.

 

La mia esperienza
Immediatamente da piccoli capiamo chi siamo, quali sono le nostre capacità e cosa vogliamo fare della nostra vita. Ma spesso ci troviamo a dover combattere con pareri e voleri di altri che ci dicono quello che è meglio per noi.
Le mie capacità ed il mio indirizzo sono state riconosciute presto ma non correttamente sfruttate ne indirizzate.
Durante l'infanzia riscoprivo modi del disegnare e dipingere che mi sembravano il riprendere un discorso interrotto, ritrovando una innata facilità nell'esprimermi usando quegli strumenti. Ma non trovavo i contenuti ad eccezione di quello estetico e formale.
Mi sentivo privo dell'esperienza, della maturità e di quella sicurezza in sé necessaria per sostenere una propria poetica, indipendentemente dallo stile, che da solo, non mi pareva sufficiente a definire un'artista, anche se è un concetto ormai radicato.
Pertanto dopo gli studi mi sono dedicato ad attività sempre creative ma di più diffusa e pratica fruibilità come l'ideazione di progetti grafici, illustrazioni pubblicitarie, ecc. lavorando nel campo della grafica e pubblicità come art director in diversi studi, agenzie di Milano.
L'esperienza della scuola di naturopatia, con gli insegnamenti delle antiche culture che già possedevano la conoscenza dell'energia nei suoi diversi stati vibrazionali, mi ha obbligato a scavare nel mio Io profondo ed a riconoscere le mie necessità di esprimermi artisticamente ed i linguaggi espressivi a me più confacenti.
Solo ora, con la maturità e la presa di coscienza di me stesso, mi sento in grado di affrontare il processo creativo ed affidarvi messaggi che spero aiutino a far crescere le persone o anche semplicemente a farle riconoscere la bellezza che si può riconoscere nella dimensione umana ed in ogni essere vivente.

Roberto Mainoldi


Ritorno alle Origini

Questa produzione è il frutto del ritorno al luogo di nascita dell'artista, che trae spunto dal riprendere possesso delle sensazioni ed ispirazioni dei luoghi di origine, Mantova, dei suoi paesaggi e di quella classicità ricca di contenuti simbolici e allegorici di cui la cultura locale è intrisa. Non mancano i riferimenti olistici, tema fondamentale della poetica del pittore che pervadono le opere e rimandano agli archetipi che ogni animo ritrova nella lettura di forme, colori e simboli e nell'accordarsi energicamente di questi al proprio vissuto psico-emotivo.spirituale.



NATURALI ASTRAZIONI

 

Qualche tempo fa si diffuse nel vasto mondo dell’espressione segnica un agghiacciante annuncio: “La pittura è morta”. Non aveva cioè più valore il binomio operatore-supporto sul quale intervenire con sostanze pigmentali. Da lì il torrentizio diffondersi di operazioni artistiche (?) che non postulavano il vincolo della raffigurazione, ma si esprimevano con diverse modalità: “installazioni”, “performances”, “neon”, ecc, che avevano trovato il loro primordio in Duchamp (ready-made) che aveva avuto, almeno, il pregio dell’invenzione. Si capì, fortunatamente, dopo qualche indugio, che si trattava della vana speranza di falsi e non innocenti profeti che avevano operato sulla spinta di istanze economiche. Presto ci si convinse che si trattava infatti di una ben congegnata operazione di marketing di un agglomerato di mercanti d’arte soprattutto statunitensi che, avendo i magazzini pieni di pessima pittura, tentavano vie alternative che permettessero da una parte di inventare nuovi artisti e aprire così nuovi percorsi affaristici, dall’altra di risucchiare e smaltire, per associazione, i loro depositi. La pittura infatti non è morta, non muore e non morirà, come non morirà la carta stampata! Ed è una “fortuna” perché questa vitalità ci ha permesso di scoprire imprevisti talenti che danno sostanza a quanto precedentemente affermato. Tra questi colloco, senza tema di smentita, Mainoldi: Roberto Mainoldi è pittore e pittore di ottima qualità. Si eccepirà: ma da dove viene, come mai solo adesso? Mainoldi appartiene a quell’enorme schiera di talenti che avverse condizioni hanno, malauguratamente spento o fortemente ritardato nel loro manifestarsi. Per molti il “primum vivere” è stato fatale, ma alcuni sono riusciti a sopravvivere e ad affermare il proprio valore coltivato, non di rado, per anni in silenzio ed in disparte. Oggi Mainoldi ha conquistato la propria libertà e ci offre una pittura raffinata e coltivata con passione il cui valore si afferma senza malizie formali. Le sue opere sono infatti paradigmatiche: l’uso del colore, esclusivamente ad olio, la stesura del pigmento, il taglio della composizione le rendono immediatamente fruibili anche se, ad una analisi più attenta, celano una subliminale chiave comunicativa. Per Mainoldi infatti l’arte è una attività olistica che riguarda l’essere umano nella sua interezza dove le componenti fisiche, emotive, mentali e spirituali sono collegate ed interdipendenti. Si stabilisce così un sottile rapporto tra esecutore e fruitore che, guidato dalla sensibilità del pittore, finisce per attraversare una misteriosa “porta” che lo mette in comunicazione con le esperienze fisiche e spirituali dell’artista. L’opera si trasforma quindi in una specie di “specchio” in cui l’osservatore rivede, tramite sensazioni visive, la propria realtà ed il supporto che lo lega al mondo dell’oltre in cui lo guida, con delicata sensibilità, il Mainoldi. Le sue distese di foglie di ninfee e di fior di loto immerse in un blu cobalto lievemente azzurrato dal riflesso del cielo catturano per un richiamo ancestrale che, ad una lettura più attenta, disvela un fine simbolismo archetipale: il blu della profondità del pensiero, l’azzurro della libertà celeste, la rotondità del femmineo, la sensualità del fiore aperto. Le rappresentazioni non sono imitative, ma rivissute e rielaborate con fine sensibilità che si coglie più potentemente nei paesaggi rivali, in cui si affermano varie gradazioni di una serie di verdi trasparenti e nel contempo luminosi, talvolta morfologicamente quasi miniati. Queste “Naturali Astrazioni” confermano così l’intimo godimento del fruitore che si trova di fronte alla “bella pittura” di cui dobbiamo essere grati a Mainoldi.

Gilberto Cavicchioli